La manovra alla Camera. Napolitano: "E' un miracolo"

"E' un miracolo". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato la notizia dell'approvazione in Senato della manovra ora già all'esame della Camera. Nel primo pomeriggio, il Senato aveva approvato la manovra economica con il voto di fiducia. I sì sono stati 161, i no 135. Tre gli astenuti. Il decreto, adesso, passa all'esame della Camera.
5 AGO 20
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Nel primo pomeriggio, il Senato aveva approvato la manovra economica con il voto di fiducia. I sì sono stati 161, i no 135. Tre gli astenuti. Il decreto, adesso, passa all'esame della Camera.
“La manovra non è solo un decreto di finanza pubblica. E' un provvedimento che contiene 16 nuove azioni per la crescita. Servono decreti come questi''. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo prima del voto di fiducia sulla manovra. “Oggi in Europa – ha spiegato il ministro – abbiamo l'appuntamento con il nostro destino: la salvezza non ci viene dalla finanza ma dalla politica. La politica non deve più fare errori. Siamo arrivati insieme al dilemma e al dramma dell'euro e dell'Europa. O si va avanti insieme – ha ribadito Tremonti – o si va a fondo. La soluzione o è politica o non è, senza illusioni di salvezza per nessuno".
Più o meno nello stesso momento è stata anticipata alle agenzie la copertina dell'Economist in edicola da domani: una moneta da un euro raffigurata sull'orlo di un precipizio che ha la sagoma del nostro paese: "Inglobando l'Italia, la crisi dell'euro è entrata in una nuova e perigliosa fase, con la moneta unica stessa che ora è a rischio". Per questo, secondo il ministro "serve una visione alta sul nostro futuro e la costruzione di una governance capace di guidare unitariamente e autorevolmente i 27 paesi verso un destino comune. Il nostro lavoro non termina oggi – ha detto Tremonti – dovremo insieme, maggioranza e opposizione, introdurre nella nostra costituzione la regola d'oro del pareggio di bilancio".

Il provvedimento contiene tra l’altro il taglio di tutte le agevolazioni fiscali: ci sono riduzioni lineari su tutte le 483 voci di agevolazioni fiscali in vigore, comprese quelle sulla famiglia, che si applicheranno solo se entro il 30 settembre 2013 sarà esercitata la delega fiscale. Le voci che subiranno tagli sono quelle sui figli a carico, sulle spese sanitarie e di istruzione, sui redditi da lavorio dipendente, sugli asili nido e quelle a favore degli studenti universitari. Le agevolazioni sono ridotte del 5 per cento per l'anno 2013 e del 20 dal 2014. Il gettito previsto a copertura del deficit è di 4 miliardi nel 2013 e 20 nel 2014. E' emerso inoltre, come spiegato dal relatore di maggioranza al provvedimento Gilberto Pichetto Fratin, che la manovra vale nel 2013-2014 oltre 70 miliardi di euro, compresa la delega fiscale. Il ministro dell'Economia ha ribadito l'importanza dell'obiettivo del pareggio di bilancio, spiegando che in Europa si sta "come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe".
Giorgio Napolitano ha chiesto altre prove di coesione in futuro: "Restano delle questioni aperte dopo l'approvazione, prevista domani, del decreto legge del governo. Giudico molto positivo l'accordo sui tempi. In quattro e quattr'otto nessuno poteva pensare ad un accordo anche sui contenuti. L'accordo raggiunto – ha detto il capo dello stato – è il segno di una comune percezione da parte di tutti dei rischi a cui è esposta l'Italia e di una comune assunzione di responsabilità".
Intanto, sono saliti i rendimenti dei Btp mentre dopo l'asta lo spread tra Btp e bund decennali si è allargato a 300 punti base. “Nessuno fa una manovra come questa se non altro perché vuole il bene comune”.
L'ultima copertina dell'Economist: In bilico - Perché la crisi dell'euro è decisamente peggiorata